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da Google voce: Capogrossi design"

DEEPS Design - profondità progettuali.

Design and Evolution ofExperimentalPrototypesSuggested.

Experimental Experience and Evolution of Platforms Subjects -Project Prototypes/Serial Product & web-communication strategy - crowdsourcing Design.

Progetto sperimentale di interoperabilità di ricerca e didattica di Data-Design condotto attraverso innovativi scenari e forme di organizzazione dei processi di apprendimento interattivo e collettivo.
PROGETTI, SPERIMENTAZIONI E PROTOTIPI CON DIFFERENTI MATERIALI - Laboratorio Design, Progetti sperimentali, Prototipizzazione, Comunicazione - crowdsourcing design - modalità progettuali con utilizzo di piattaforme creative INTERACTIVE SYSTEM TO EVOLUTION OF CREATIVE PLATFORMS -

deepsdesignbycp@gmail.com

DEEPS DESIGN by Cecilia Polidori - http://deeps-design.blogspot.it

DEEPS DESIGN 1 by Cecilia Polidori - http://deepsdesign1.blogspot.it

DEEPS DESIGN 2 by CeciliaPolidori - http://deepsdesign2byceciliapolidori.blogspot.it
DEEPS DESIGN 3 by Cecilia Polidori - http://deepsdesign3byceciliapolidori.blogspot.it
DEEPS DESIGN 4 by CeciliaPolidori - http://deepsdesign4byceciliapolidori.blogspot.it
DEEPS DESIGN 5 by Cecilia Polidori -http://deepsdesign5byceciliapolidori.blogspot.it
DEEPS DESIGN 6 by Cecilia Polidori - http://deepsdesign6byceciliapolidori.blogspot.it

Laboratorio Design, Progetti sperimentali, Prototipizzazione, Comunicazione.

La realizzazione di un Laboratorio di Design - DEEPS Design atto a fornire spazi e strumenti per l’elaborazione, variazione e controllo di manufatti sperimentali e la possibilità di elaborare prototipi e componenti seriali e o strutturali inseribili nella realtà produttiva costruttiva.

I materiali come la carta, la ceramica, la plastica, il legno, offrono un ampio spettro di variazioni e possibilità di sperimentazione progettuale e di studio e, inoltre, quali fonti sostenibili di materia di recupero, possibilità di riutilizzo e riciclo.

giovedì 25 ottobre 2012

il succo o tesi del post


le frasi riportate vanno trascritte in corsivo e tra virgolette. non è una novità.

Ma in questo caso è sufficiente eliminare l'intero concetto del gioiello falso perché la riflessione, se si vuole farla, non è tra gioiello vero, falso di scena o bigiotteria, ma tra gioiello e prototipo, anzi tra gioielli e prototipi, realizzati l'anno scorso e per questa ragione anche la frase evidenziata in verde va eliminata.
inoltre alcuni link sono superflui: per la traduzione di un titolo inglese ad esempio!
La parte evidenziata in giallo è ampollosa. 
Quest’immagine è frutto della composizione di un fotogramma l'immagine è o non è. In questo caso NON è un fotogramma, bensì un manifesto o parte di esso, una locandina, etc etc
all'immagine di fondo tramite fotomontaggio, il cui studio e compimento è stato oggetto della
E' un fotomontaggio, punto. "il cui studio e compimento"? in arcaico-primitivo.
declamava ma se canta? ed è già stato detto nella riga di sopra quindi tutta la frase può essere tolta o sintetizzata con la prima.
E' un fotomontaggio del celebre film. E se canta, dichiara, promuove etc, non è certo fondamentale rispetto all'immagine di cui si sta parlando, né del fotomontaggio, ergo togliere.
immagine efficace della comunicazione non significa nulla.
viene così sfruttato come immagine efficace nella comunicazione  idem. E se funziona, l'immagine nel suo complesso con testo e foto e, SE s'intende INFINE, ad elenco concluso con resoconto, origini, storia etc, fornirne un giudizio, allora questo concetto, finalmente il succo o tesi del post, questo va espresso.
E il quadrato che fine ha fatto?
cp

"BRACELETS ARE A GIRL'S BEST FRIEND"

Comunicazione e design    ??
Tra le diverse alternative di immagini indicate come tema del primo post (http://deeps-design.blogspot.it/p/il-corso-modalita-e-prerogative.html), quella che viene di seguito analizzata, dal titolo “Bracelets are a girl’s best friend”, è stata pubblicata da Maria Chiara Grasso (CECILIA POLIDORI TWICE DESIGN 4 - http://ceciliapolidoritwicedesign4.blogspot.it/2012/06/bracelets-are-girls-best-friend-seconda.html) e successivamente rielaborata dalla prof.ssa Polidori (CECILIA POLIDORI TWICE DESIGN 4http://ceciliapolidoritwicedesign4.blogspot.it/2012/06/ci-provo-anchio.html)Quest’immagine è frutto della composizione di un fotogramma in scala di grigio del film “Gli uomini preferiscono le bionde” (http://it.wikipedia.org/wiki/Gli_uomini_preferiscono_le_bionde_(film_1953)  del 1953 interpretato da Marilyn Monroe, e di alcuni “paper bracelets” applicati a colori all'immagine di fondo tramite fotomontaggio, il cui studio e compimento è stato oggetto della seconda esercitazione per gli studenti dell’anno accademico 2011/12 (CECILIA POLIDORI TWICE DESIGN 3 - http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/). "Diamonds Are a Girl's Best Friend" è la celebre canzone del film, in cui Marilyn Monroe declamava i diamanti come i migliori amici delle donne (http://it.wikipedia.org/wiki/Diamonds_Are_a_Girl%27s_Best_Friend). Il testo di questa canzone, unito al volto della diva e ai diamanti che “mostrava”, creava una strategia comunicativa persuasiva, capace di infondere nel pubblico aspettative e desideri. 
In realtà i gioielli da cui Marylin era circondata nel film erano falsi. Infatti, per necessità correlata agli eventi economici, dopo la Grande Depressione del 1929 in America il gioiello “falso” diventa costume jewelry (http://www.lapiccolabottegadellemeraviglie.it/blog/storia/tra-moda-e-cinema-i-bijoux-delle-dive/), un prodotto industriale che per avere successo deve rinnovarsi continuamente interpretando ed influenzando il gusto del pubblico. Il bijou diviene oggetto di manipolazione, messaggio simbolico, linguaggio attraverso il quale l’individuo esprime se stesso e comunica con gli altri. 
Il volto noto di Marilyn Monroe viene così sfruttato come immagine efficace nella comunicazione dei paper bracelets presentati: Bill Bracelet di Maria Chiara Grasso, scaturito dallo studio delle serigrafie di Max Bill (CECILIA POLIDORI TWICE DESIGN 3 - http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/04/bill-bracelet-versione-in-legno.html), Mondrian Bracelet di Giusy Fazio, che fa riferimento ai quadri di Piet Mondrian (CECILIA POLIDORI TWICE DESIGN 3 - http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/02/mondrian-bracelet.html), My Bracelets Keith Haring di Immacolata Lacopo, derivante dalle linee e dalle forme di Keith Haring (CECILIA POLIDORI TWICE DESIGN 3 - http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/03/my-bracelets-keith-haring.html), My Meo Romeo Bracelet di Domy D’amico, desunto dal gatto Meo Romeo di Bruno Munari (CECILIA POLIDORI TWICE DESIGN 3  - http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/04/my-meo-romeo-bracelet.html), My Odalisca Bracelet di Giusy Fazio, che si rifà al Totem Odalisca della collezione Mirabili Arte d’Abitare di Ettore Sottsass (CECILIA POLIDORI TWICE DESIGN 3 - http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/04/my-odalisca-bracelet.html), My Totem Bracelet di Enza Lacopo, influenzato dal Totem della collezione Flavia di Ettore Sottsass (CECILIA POLIDORI TWICE DESIGN 3 - http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/04/my-totem-bracelet.html) e infine Skep Bracelet di Maria Lorenza Crupi, ispirato alle spugne marine (CECILIA POLIDORI TWICE DESIGN 3 - http://ceciliapolidoritwicedesign3.blogspot.it/2012/04/skep-bracelet.html).
 Mariangela Blefari

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